Il, 22 novembre 2011, un nutrito gruppo di cittadini, tra pazienti, studenti, operatori sanitari, comitati in difesa della salute e dell’ambiente, lavoratori e disoccupati, si è riunito in presidio all’esterno dell’ospedale Pascale per protestare contro la chiusura della radioterapia: da ieri infatti, nonostante le numerose contestazioni delle settimane scorse, sono iniziate le operazioni di smantellamento dei macchinari.
GIU’ LE MANI DAI SERVIZI SANITARI PUBBLICI
La Sanità in Campania è allo stremo. Ovunque chiudono ospedali e ambulatori, le condizioni igieniche e l’affollamento sono spaventosi, lunghissime le liste d’attesa. Ormai è chiaro che a ripianare il debito e a pagare la crisi dovranno essere i cittadini, quelli più in difficoltà: aumentano i ticket da 50 € (prima visita) e 25 € (seconda), e si introduce il “contributo di solidarietà” di 10 euro per i non-esenti e 5 per gli esenti (disoccupati e familiari sotto 800 € mensili, pensionati con il minimo, nucleo familiare sotto 1000 €), un “prelievo forzato” . Sempre più spesso i pazienti, per non dover interrompere la terapia a causa di chiusure improvvise e attese infinite, sono costretti a rivolgersi ai centri privati, i soli che dal collasso degli ospedali campani hanno tutto da guadagnare!
Riteniamo per la nostra Organizzazione Sindacale COBAS, paradossali e di contro tendenza le decisioni della dirigenza ASP, sulle cessioni ai privati dei locali dei P.O. Noto e Augusta, rispetto alla volontà espressa dei cittadini italiani, che all’ultimo referendum avevano dato un segnale inequivocabile contro le privatizzazioni dei beni comuni, la sanità pubblica non può essere merce di scambio come l’acqua .
Dai Decreti GUZZANTI… a quelli della POLVERINI…è tutto un taglio!!!!
Da Aprile si sono succeduti decreti regionali che, prima con il commissario straordinario per il governo, Guzzanti, ora con la nuova presidentessa regionale e commissario per la sanità, Polverini, hanno imposto ulteriori tagli ad una sanità già gravemente disastrata, arrivando nella prosecuzione del Piano di rientro 2007-2009, ad imporre per il 2010: