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ROMA - ASSEMBLEA CITTADINA 15 FEBBRAIO

Riconquistiamoci la salute!

Il coordinamento operatori della salute nasce dall'unione delle lotte presenti negli ospedali e sul territorio della regione Lazio.

La sua aspirazione è quella di costruire un movimento in difesa della sanità pubblica, che, oltre a difendere, sappia anche reimmaginarsi un modello alternativo e una nuova concezione di salute includendo tutte le realtà che si muovono nei posti di lavoro, negli spazi sociali, nelle università e che sappia coinvolgere cittadini e cittadine.

 

Il diritto alla salute non può essere saccheggiato da leggi neoliberiste, dalle spending review e devastato da politiche di privatizzazione, da tagli indiscriminati e licenziamenti.

 

La sanità pubblica è sempre più in crisi, costosa e inaccessibile. Copertura di sprechi e malagestione, aziendalizzazione , finanziamento regionale fallimentare, stanno portando il sistema al collasso. L'unica soluzione proposta dai commissari della regione è il pareggio di bilancio. Gli strumenti per realizzarlo saranno tagli e aumenti dei ticket, con riduzione di personale e risorse.

 

Crediamo che questi siano i temi da cui partire che vogliamo condividere con tutti:

 

  1. La sanità deve e può essere solo pubblica.
  2. Gli Ospedali non sono Aziende. La loro missione deve essere quella di garantire il diritto alla salute e non i pareggi di bilancio.
  3. La programmazione sanitaria deve essere territoriale e rispondente ai bisogni di salute degli individui.
  4. Vogliamo la gestione diretta da parte del Sistema Sanitario Pubblico di tutti i servizi attualmente esternalizzati, con l’assunzione diretta dei lavoratori di
    ditte e cooperative.
  5. Deve partire da subito lo sblocco delle assunzioni con l’immediata
    stabilizzazione dei precari e dei lavoratori atipici.

 

Su questo però, si svolge anche la maggior parte della campagna elettorale per le regionali. Non siamo disposti ad essere terreno di caccia per i voti dei vari schieramenti politici. La salute non è una merce e non si baratta con le promesse di voto!!!
Su questi temi vogliamo confrontarci in un’assemblea pubblica cittadina alla quale invitiamo ad unirsi tutte le realtà e tutti gli utenti che vivono in prima persona, quotidianamente, da una parte lo sfascio di una sanità regalata ai privati e alle leggi del mercato e dall’altra il continuo peggioramento delle proprie condizioni di vita.

 

E’ UNA SFIDA CHE PORTIAMO AVANTI CON IL CUORE E CON LA RABBIA!!! RIPRENDIAMOCI LA SANITÀ, REIMMAGINIAMO LA SALUTE!

 

VENERDI’ 15 FEBBRAIO ORE 17,30

 

ASSEMBLEA CITTADINA AL NUOVO CINEMA PALAZZO

 

Piazza dei Sanniti (quartiere san Lorenzo)

 

 

 

 

Coordinamento operatori della salute

QUESTI I NOSTRI OBIETTIVI PER CONQUISTARE LA SALUTE PUBBLICA:

-La sanità deve e può essere solo pubblica per garantire a tutti gratuitamente prevenzione, cura e riabilitazione. La modalità incestuosa del privato convenzionato, dove troppo spesso il pubblico stanzia risorse e il privato trae profitti, ha mostrato il suo vero obiettivo finendo per essere occasione di lucro sul bene comune salute. Vogliamo dunque con forza un sistema diverso, dove tutto il privato convenzionato sia riconvertito e gestito direttamente, in maniera trasparente dal SSN, senza finanziare con soldi pubblici imprenditori e chiesa.

-Gli ospedali non sono aziende. Il DIRITTO ALLA SALUTE, e non il pareggio di bilancio ed i profitti, deve essere l’unica loro finalità. Rifiutiamo la logica dei tagli lineari, del pareggio di bilancio, che, dietro la retorica della crisi, taglia indiscriminatamente senza attuare nessuna reale programmazione sanitaria innovativa e radicale, volta a garantire assistenza diffusa e di qualità. La sanità deve essere finanziata tramite una fiscalità generale realmente progressiva in base al reddito, contrastando l’evasione fiscale e riuscendo così a reperire le risorse necessarie, perché tutti pagano quanto dovuto.

-La programmazione sanitaria deve essere territoriale e rispondente ai bisogni reali di salute delle persone. Deve prevedere il coinvolgimento attivo di strutture di cittadini, unici garanti contro clientelismo e ruberie. La salute è un bene che riguarda ognuno di noi, non basta più una sua gestione delegata: è ora che siano le persone che vivono nel territorio e gli operatori sanitari, ad occuparsi della sua gestione. Essenziale è la promozione di reali e lungimiranti politiche di educazione sanitaria, in termini di prevenzione e gestione del proprio bisogno di salute che è inscindibile dai diritti fondamentali (lavoro in sicurezza, ambiente sano, casa, alimentazione, istruzione) senza i quali viene minato alla base il concetto stesso di salute. Questa nuova programmazione non risponderà più a sterili percentuali e statistiche né all’interesse di nuove e vecchie dirigenze, peraltro di nomina politica e lontane dalla conoscenza reale del problema.

-Abolizione della libera professione dei medici ed eliminazione dell’intramoenia nelle strutture sanitarie pubbliche. E’ dimostrato dai fatti che questi istituti, negli anni , non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi per cui erano stati creati: ridurre le disumane liste di attesa , permettere ai cittadini la “scelta” del medico e dunque di come e dove curarsi. Solo chi ha le possibilità economiche ottiene una visita in breve tempo e successivo “diritto” al ricovero.

-Gestione diretta da parte del Sistema Sanitario Pubblico di tutti i servizi oggi esternalizzati con l’assunzione diretta degli operatori di ditte e cooperative. Ciò comporterà un evidente risparmio sui bilanci regionali grazie ai soldi recuperati dai profitti oggi garantiti ai privati tramite il losco sistema delle gare di appalto, da sempre prive di qualsiasi trasparenza e garanzia di equità.

-Sblocco delle assunzioni con immediata stabilizzazione dei precari e dei lavoratori atipici ,con una verifica costante degli organici per concretizzare nelle strutture pubbliche qualità ed umanizzazione dell’assistenza.

 

-Riconoscimento a tutti gli operatori della salute a contatto con il pubblico della particolarità ed usura del proprio lavoro, potenziando il lavoro di gruppo, riducendo i carichi di lavoro, abolendo gli straordinari, riattivando gli scatti biennali, favorendo le richieste di mobilità volontaria ed attivando scivoli per il pensionamento. Questa è l’unica “meritocrazia” accettabile per non annientare la dignità professionale e la finalità di salute degli ospedali e servizi territoriali.

 

QUESTA E’ LA SANITA’ CHE VOGLIAMO, OLTRE OGNI CAMPAGNA ELETTORALE SMASCHERANDO CHI RUBA E CHI SPRECA… LA SALUTE È UN BENE COMUNE, RICONQUISTIAMOLA INSIEME!

 

Coordinamento degli operatori della salute

Info su: www.azimut-onlus.org

 

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